Mormanno

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Antica medicina popolare

  • àgghju. L’aglio. Era usato come vermifugo.
      
  • calumìddra. Camomilla. Era considerata il calmante per eccellenza. Ancor oggi d’estate si fa una larga provvista di tale erba che viene poi confezionata in piccoli pacchettini e posta a seccare.
      
  • canìgghia. Crusca. Se ne utilizzava l’acqua di cottura per calmare il prurito, gli arrossamenti della pelle e le piccole eruzioni cutanee.
      
  • fumèntu. Fumi. Per curare i forti raffreddori e i catarri si bruciavano diverse erbe tra cui predominava il fiore del sambuco e il suffumigio si indirizzava attraverso un imbuto capovolto poggiato sulla brace o nell’orecchio o nel naso o nella bocca.
      
  • màliva. Malva. Curava ogni tipo di ascesso, da quelli esterni a quelli causati da infiammazioni gengivali. Si cuoceva e le foglie si applicavano sulla parte dolente. Veniva usata anche nell’otite.
      
  • papàina. Papavero. L’infuso di papavero, curava l’insonnia e i nervi.
      
  • papatèddra. Una specie di tettarella fatta con stoffa di lino al cui interno si metteva zucchero o miele. Si dava ai neonati quasi fosse un piccolo capezzolo.
      
  • pidùcchi. Pidocchi. La pediculosi si combatteva prima passando sulla testa un pettine fine e poi strofinandola con petrolio .
      
  • piddrusìnu. Prezzemolo. Per provocare la defecazione dei neonati, si usava stimolare l’ano con il prezzemolo.
      
  • pìsciu. L’orina era considerato un emostatico insuperabile. Doveva essere però appartenere alla stessa persona.


da: Luigi Paternostro
Uomini, tradizioni, vita e costumi di Mormanno