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L'occhiaturaLa più accreditata delle credenze popolari attribuiva al malocchio, cioè all’occhiatùra, un male diffuso e soprattutto un gran male di testa. Il malore tipico dei ragazzi proprio nel periodo primaverile, era causato da quelle infreddature derivanti dalle prime uscite, dai primi caldi e dalle prime sudate. Allora veniva chiamata, in sostituzione degli inesistenti farmaci, la “comare
dell’occhiatura”, cioè quella persona capace di mandar
via il malocchio. “Dòmine subbìscu! Amènna . Trè sù stàti chi t’ànu aducchàtu: l’òcchi, lu còri e la màla vuluntà. Trè sù quìddri chi ti l’àna fà passà: lu Patri, lu Figgju e lu Spirdu Sàntu “ Tre sono stati coloro che ti hanno fatto il malocchio: gli occhi malvagi e invidiosi della gente, l’impuro sentimento e la cattiva volontà. Tre sono le persone che dovranno guarirti: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. In questa formula è racchiusa tutta una tradizione culturale che affonda le sue origini nell’area mediterranea. Infatti la protofilosofia mette al centro della creazione una trilogia composta dalla Grande Madre affiancata da un paredro maschile con cui genera un figlio divino destinato a morire e rinascere in relazione al ciclo riproduttivo del grano e dei frutti della terra. Detta trilogia passò poi e nella religione indiana, ove troviamo la Trimurti composta da Brahma, il creatore, Vishnu, il conservatore e Siva il distruttore e rinnovatore del mondo, e in quella cristiana. La formula del malocchio deve essere quindi antichissima anche perché in essa si mescola oltre al cristianesimo anche una tradizione naturalistica come appare chiaramente nel primo recitato in cui si parla di occhi, sentimento e gente invidiosa, che sono tutti attributi essenzialmente umani e quindi naturali. La giaculatoria si diceva tenendo stretta la mano del malato o un suo oggetto
personale ad esempio un fazzoletto, una ciocca di capelli o altro e si ripeteva
con insistenza. Le labbra si dovevano appena muovere e per nessuna ragione al
mondo si doveva far sentire la sequenza. da: Luigi Paternostro
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