Luigi Paternostro

Mormanno, favola di una realtà

Gli Alti Bruzi e il loro linguaggio

Il Vocabolario dialettale degli Alti Bruzi

Mormanno un paese…nel mondo

Uomini, tradizioni, vita e costumi di Mormanno

Ricordi di vita magistrale

Guida alla scoperta di una particolare area geografica comprendente dodici paesi del Parco nazionale del Pollino

Storie e memorie

 

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Gli Alti Bruzi e il loro linguaggio - 1986

PresentazioneCopertina del libro

Il presente volume è una testimonianza di un impegno culturale prolungato e di una vigile e partecipe attenzione ai problemi linguistici e alle relative molteplici implicazioni di carattere umano e sociale.

La puntuale ricerca del lessico dialettale di Mormanno con l'esame delle differenze con altri vocaboli di pari significato, usati nelle località limitrofe, costituisce la prima parte del volume "Vocabolario dialettale comparato" che, unitamente a una" Appendice", evidenzia la ricchezza lessicale di un'isola linguistica ben definita, quale è quella degli Alti Bruzi.

Seguono poi "Note in relazione ad alcuni vocaboli", "Ricordi di vita", "Canzoni". "Abitatori dei boschi e profumo di verde", " Meroe o la Ninfa" nelle quali l'Autore continua lo studio dei linguaggi della sua terra d'origine attraverso esemplificazioni di modi di dire, parafrasi,aneddoti, indovinelli e canzoni, facendo rivivere, nella ricerca appassionata di un mondo perduto, cose e persone che, attraverso definite espressioni dialettali vive e immediate, riemergono dall'oblio dei tempi anche lontani e tornano a rivivere tra le pagine del libro in tutta la loro intatta umanità.

Per tali motivi il lavoro si presenta anche come uno squarcio sull'intero patrimonio di civiltà espresso da una storia locale.
Vorrei inoltre sottolineare come siano proprio la diretta partecipazione dell'Autore alla realtà linguistica della sua gente e la continua consapevolezza che le parole sono pensieri e sentimenti e che dietro di questi ci sono le persone a costituire l'unità ideale del libro, rappresentandone il maggior pregio.

Nella società attuale, le cui profonde e rapide trasformazioni di carattere umano, sociale e culturale hanno spesso condotto a una massificazione dei linguaggi con la conseguente perdita della loro specifica identità, la pregevole fatica dell'Autore è anche un invito rivolto soprattutto ai giovani a riflettere sul significato dei dialetti che, senza voler o dover inficiare la purezza della lingua nazionale, costituiscono una memoria storica e rappresentano un valore collettivo che deve essere preservato e custodito.

Un invito ancor più significativo perché proveniente da un intellettuale che, come Luigi Paternostro, pur impegnato ormai da molti anni quale educatore militante e apprezzato dirigente scolastico in una realtà tanto diversa da quella di origine, ha saputo dimostrare, anche con questo lavoro, che i persistenti e tenaci legami con la terra natia hanno costituito il principale movente propulsore di arricchimento culturale.

Baldassare Gulotta
Provveditore agli Studi di Firenze


Note in realzione ad alcuni vocaboli-
AMIZETA
da pag. 75

Amizèta significa alfabeto e deriva dal nome dei segni A, M e Z che sono rispettivamente la prima,la decima e la ventunesima lettera della serie di cui dispone la lingua italiana.

Le ragazze imparavano a ricamare eseguendo di preferenza l'amizèta in caratteri diversi tra i quali il maiuscolo ,il minuscolo,il corsivo, il rotondo, il gotico,lo stampatello, il tutto con la tecnica del punto a croce.

Tale lungo e paziente tirocinio consentiva di esercitare la mano a quei lavori di finezza e bravura che si concludevano con la preparazione del corredo nuziale dell'esperta.
Se la ricamatrice diveniva poi molto brava eseguiva anche, su commissione,corredi per altri e non solo nuziali

Interpretazione di iscrizione su acquasantiera
da pagina 144.


0missis…sono rispettivamente TALEIS, TALIBUS e TALIS e alle fanciulle .
d) nobis fuit ut P DEST ALIISQUE PUELLIS e cioè: a noi accadde come P DEST (intraducibile) e alle altre fanciulle ( in questo contesto è chiaro solo alius,a,ud cioè altre). Proviamo ora a mettere tra la P e DESTALIIS una vocale: P A DESTALIIS ; P E DESTALIIS ; P I DESTALIIS ecc ; leggiamo diversamente: padest aliis ; podest aliis ; pudest aliis :il ginepraio si infoltisce!
Una ulteriore ipotesi potrebbe essere quella di introdurre tra P e DESTALIIS alcune sillabe; ad esempio: RO ; avremmo: P RO DESTALIIS da leggere: PRODEST ALIISQVE PUELLIS : ciò che accadde a noi GIOVA ALLE ALTRE FANCIULLÈ.
A questo punto una conclusione: io propendo per DESTALIIS letto VESTALIIS.
La traduzione allora è questa: "A me (accadde) quello che accadde alle fanciulle vestali".
Passiamo ora all'ultima frase: le parole sono già tutte in ordine: "cosule romanas. sic mihi credideris”
Traduciamo : “consulta le romane e così poi ti fiderai di me
Cosule, come già detto è consule, imperativo del verbo consulo,is, consùlui,consùltum,consùlere che significa consultare. Cosule romanas: chiedilo alle romane, a quelle fanciulle prima anonime ed oscure ragazze che diventavano poi,per sorte,ancelle delle dee.

Rimettiamo ora insieme tutto il testo che a me piace così interpretare: Iam fueram Meroe PER MOLTO TEMPO FUI SEMPLICE ED ANONIMA PIETRA.
Iam fueram Meroe:la visione idealizzata della lontana Meroe ci richiama alla missione universale della Chiesa che opera in un mondo senza confini..

...continua...


Come era impostato il Vocabolario
da pagina 41

'mbambanùtu = trasognato
'mbardàtu (lat.bardus Cic.) = balordo, tardo, sciocco, stupido.
Può significare anche adornare ma non è mediato dal latino bensì dal spagnolo ‘”bordato”.
La vera espressione che rende veramente l' idea è "ciùcciu 'mbardàtu" che significa ciuco adornato, abbellito, ma sempre ciuco,ossia sciocco, balordo ecc."
'mbasturà,àtu = legare mani e piedi
‘mbelliccià,àtu (sp. embellecer) = abbellire,ito
'mbicciùsu (sp. embachoso) = fastidioso, ombroso
'mblacchjà,àtu (sp ,emblanquear, ado) = imbiancare,ato; anche: sporcare,ato; ancora : appioppare (uno schiaffo)
‘mblàcchju = tipo flemmatico, posapiano
'mbrégula 1.2.3.4.5.6.7.8 = merlo
'mbréllu = ombrello


 

 

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